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La terapia cognitivo comportamentale nell’obesità

Numerose evidenze scientifiche indicano che con le conoscenze odierne è quasi impossibile per una persona obesa raggiungere e mantenere nel tempo una condizione di normopeso. Fortunatamente, nonostante esistano difficoltà non ancora risolte per valutare gli effetti del dimagramento, numerosi studi hanno evidenziato che una perdita di peso corporeo del 10% è in grado di determinare significativi benefici e di ridurre la maggior parte delle complicazioni associate all’obesità. Anche se i dati sono ancora pochi, un modesto decremento ponderale intenzionale sembra essere in grado di ridurre la mortalità, almeno nei soggetti che hanno condizioni mediche associate all’obesità Ciò significa che per “curare” l’obesità non è necessario far raggiungere ai soggetti obesi una condizione di normopeso, ma può bastare un decremento ponderale del 10%.

Attualmente disponiamo di due trattamenti non chirurgici dell’obesità in grado di determinare un dimagramento del 10%: la terapia comportamentale e la terapia farmacologica. Purtroppo, entrambi i trattamenti non hanno dato evidenza di riuscire a mantenere i risultati oltre i due anni. Negli ultimi anni sono stati effettuati alcuni tentativi per cercare di migliorare i risultati a lungo termine della terapia comportamentale, adottando il modello della cura continuativa (continous care), ma i risultati ottenuti sono stati deludenti. Questa terapia, infatti, sembra ritardare ma non evitare la ricaduta

Dal momento che il 10% è un obiettivo che si può raggiungere con i programmi non chirurgici per l’obesità (terapia comportamentale e terapia farmacologica), la sfida più pressante è quella di sviluppare nuovi modelli di cura in grado di minimizzare il recupero del peso corporeo perduto.

La ricerca sui meccanismi che portano al recupero del peso corporeo è ancora scarsa. Sappiamo che numerosi fattori biologici ostacolano sia la perdita sia il mantenimento del peso corporeo. Ad ogni modo, alcuni meccanismi cognitivi e comportamentali sembrano essere anch’essi molto importanti e talora decisivi. Ciò è dimostrato dal fatto che, nonostante la presenza della pressione biologica a recuperare il peso corporeo, numerosi individui riescono a mantenere nel tempo un significativo calo ponderale. Alcuni studi hanno valutato le caratteristiche comportamentali di questi soggetti ed hanno evidenziato che quasi tutti conservano nel tempo tre comportamenti:

(1) fanno costantemente attività fisica; (2) consumano una dieta povera di grassi; (3) controllano periodicamente il loro peso corporeo. È evidente che questi tre comportamenti sono dei semplici marker di meccanismi cognitivi sottostanti che motivano il soggetto a continuare nel tempo a persistere nell’applicazione di queste strategie comportamentali.

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